Medico di formazione (Accademia di Berlino, 1910), sifilopatologo, esordisce con la pubblicazione della silloge poetica espressionista Morgue und andere Gedichte (Morgue e altre poesie, 1912). Ostile alla Repubblica di Weimar, pubblica nel 1932 la raccolta di saggi Die neue Staat und die Intellektuellen, interrogandosi sul ruolo sociale e storico di pensatori e artisti all’interno della più amplia relazione fra Forma e Potere, concetti rielaborati e ampliati nella successiva pubblicazione Kunst und Macht (Arte e Potere, 1935).
In Benn, segnaliamo, con particolare enfasi, la sinergica critica da egli condotta contro capitalismo e liberalismo, unità di contestazione che consente a noi – oggi – di porne in translucenza la pars construens, catafatica, del suo dissenso, ovvero la coimplicazione che intesse con necessità l’Unità del Moderno tra l’Orizzonte – liberale – del Politico, e l’Orizzonte – capitalistico – dell’Economico: la diade non può esistere in essenza senza l’enade del Moderno e, se e allorquando sussistono – nella concretezza della Storia – separatamente, tanto l’uno quanto l’altro tenderanno sempre a com-portare il mancante entro il proprio mondo, ineluttabilmente.
Parimenti riteniamo ancor nell’odierno assai fertile il concetto della centralità storica di Benn, la Storia sicché intesa quale supremo giudice dell’agire antropico, contro ogni leguleico formalismo delle liberal-democrazie (giusnaturaliste):
>>Aber es ist die Geschichte selber, die diese Angriffe entkräftet, ihr Wesen, das nicht abstimmt und demokratisch verfährt<<
<<Ma è la storia stessa a smentire questi attacchi, la sua essenza, che non vota e non agisce democraticamente>>
Forte, in Benn, anche l’eco spengleriana (e, di questi per tramite, nietzschiana) nell’idea che il procedere storico sia perenne sorgenza neoplatonica di Forme, campo dell’eidologia e non già dell’azione morale.
>>Eine echte neue geschichtliche Bewegung ist vorhanden, ihr Ausdruck, ihre Sprache beginnt sich zu entfalten, sie ist typologisch weder gut noch böse, sie beginnt ihr Sein<<
<<Esiste un vero e proprio nuovo movimento storico, la sua espressione, il suo linguaggio comincia a dispiegarsi, non è tipologicamente né buono né cattivo, comincia il suo essere>>
E la Storia è l’Orizzonte – già hegeliano – dell’Eroe:
>>Napoleon war wohl sicher das große individuelle Genie. Nichts trieb Frankreich als Volk, die Pyramiden zu erobern und Europa mit seinen Heeren zu überziehen, dahin trieb es allein dies riesige militärische Genie<<
<<Napoleone fu certamente il grande genio individuale. Niente ha spinto la Francia come popolo a conquistare le piramidi e a coprire l'Europa con i suoi eserciti; solo questo enorme genio militare li ha spinti lì>>
Opere saggistiche consigliate
>>Der Raum nicht mehr philosophisch-begrifflich wie in der Kantischen Epoche, sondern dynamischexpressiv; das Raumgefühl nicht mehr lyrischvereinsamt angesammelt, sondern projiziert, ausgestülpt, metallisch realisiert<<
<<Lo spazio non è più filosofico-concettuale come in epoca kantiana, ma dinamico-espressivo; la sensazione di spazio non è più liricamente isolata e accumulata, ma proiettata, rovesciara, realizzata metallicamente>>
>>Wir sehen also, die geistigen Auswirkungen des geschichtsphilosophischen Materialismus beginnen in den sechziger Jahren (sc. des 19. Jahrhunderts), sind also mindestens achtzig Jahre alt, also eigentlich sind sie das Alte und das Reaktionare. Eigentlich, und damit stosen wir in die Zukunft vor, ist heute aller Materialismus reaktionar, sowohl der der Geschichtsphilosophie wie der in der Gesinnung: namlich ruckwarts blickend, ruckwarts handelnd, denn vor uns liegt ja schon ein ganz anderer Mensch und ein ganz anderes Ziel. Ein Ziel, vor dem der Mensch als reiner Trieb-und Lustpfleger ja schon eine ganz verdammernde Theorie bedeutet [...]. Es gibt nur den hoheren, das heist den tragisch kampfenden Menschen, nur von ihm handelt die Geschichte, nur er ist anthropologisch vollsinnig, die reinen Triebkomplexe sind es ja nicht<<.
<< Vediamo quindi che gli effetti intellettuali del materialismo storicista sono iniziati negli anni Sessanta dell'Ottocento (ovvero, nel XIX secolo): avendo almeno ottant'anni, sono effettivamente vecchi e reazionari. In realtà, e con questo ci muoviamo verso il futuro, tutto il materialismo odierno è reazionario, sia quello della filosofia della storia che quello della disposizione morale: guardare indietro, agire indietro, perché davanti a noi si trova un essere umano completamente diverso e un obiettivo completamente diverso. Un obiettivo di fronte al quale l'umanità, in quanto mero custode di istinti e piaceri, rappresenta già una teoria da completamente condannare […]. Esiste solo l'essere umano superiore, cioè quello che lotta tragicamente, solo la storia parla di lui, solo lui è antropologicamente completo, i puri complessi istintuali non lo sono >>.